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La contro-narrazione come contrasto all’hate speech

A cura di: Elvira Cafaro

Il linguaggio d’odio è sempre esistito, però Internet e, in particolar modo i social network, hanno incrementato ulteriormente la diffusione di questo fenomeno, ma non bisogna scoraggiarsi. Esiste un semplice iter che ognuno di noi può seguire e mettere in pratica per contrastare l’hate speech online.

Linguaggio d’odio: un vecchio fenomeno, oggi ancora più diffuso

L’incitamento all’odio non è un fenomeno nuovo, basti pensare al fatto che la storia è segnata da parole e discorsi pronunciati con l’unico scopo di esprimere intolleranza verso una persona o un gruppo. L’era digitale lo ha solo reso ancora più visibile e più vicino a noi, cambiandone le modalità di espressione. Internet ha il privilegio di rendere virali determinati post e notizie in pochissimo tempo. Allo stesso modo, anche i messaggi offensivi e d’odio possono essere diffusi online e fare il giro del web in un lasso di tempo molto breve. Per questo motivo è necessario utilizzare un linguaggio adeguato e consapevole quando ci si relaziona nel mondo digitale: ciò che scriviamo online ha lo stesso peso e le stesse conseguenze di ciò che diciamo oralmente, nel mondo fisico. Non tutti però seguono queste semplici regole non scritte quando comunicano nel mondo virtuale. In alcuni casi, quando ci si ritrova di fronte a messaggi d’odio, risulta necessario intervenire e reagire per non far sentire sole le persone vittime di violenza verbale. E noi cosa possiamo fare?

Prima di tutto, dobbiamo tener presente la regola principale: non rispondere all’odio con altro odio. Bisogna giudicare con ragionevolezza la situazione che stiamo affrontando e, di conseguenza, utilizzare le parole adeguate. Inoltre, anche se i rapporti virtuali non hanno lo stesso impatto emotivo di quelli che viviamo nel mondo reale, dobbiamo impegnarci a comprendere i sentimenti del nostro interlocutore.

Come reagire all’hate speech

Il mezzo più efficace per contrastare i discorsi d’odio è, senza dubbio, il dialogo. La chiave è contrapporre all’hate speech un linguaggio positivo. Il primo passo è fare una contro-narrazione per contrastare il linguaggio d’odio in Rete, ricordando la prima regola base sopra citata: “non rispondere all’odio con altro odio”. Un altro passaggio fondamentale è provare a capire le motivazioni che si celano dietro l’utilizzo di determinate parole violente e/o aggressive. Comprendere le ragioni ed emozioni del nostro interlocutore ci consente di avvicinarci di più a lui. Infine, è indispensabile utilizzare un linguaggio positivo. Il nostro obiettivo è combattere il linguaggio violento ed aggressivo, e per farlo occorre scegliere con cura le parole da utilizzare. Nella maggior parte dei casi, i discorsi d’odio (come ad esempio insulti omofobi, razzisti, anti-religiosi, sessisti, ecc.) nascono da stereotipi e pregiudizi nei confronti di determinate categorie di persone. Ciò che occorre fare è quindi spiegare e dimostrare che quanto scritto dagli haters non corrisponde al vero, ma che è il risultato di un ragionamento infondato e privo di riscontro nella realtà, utilizzando un linguaggio non offensivo. Questo significa fare contro-narrazione: rispondere ad insulti e offese offrendo una conoscenza sull’argomento e svelando l’incoerenza e l’infondatezza di quanto scritto nel messaggio d’odio. Conoscenza, consapevolezza ed educazione sono le nostre armi migliori per combattere il tanto temuto e diffuso hate speech online.

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